Mattia Preti a Siena • Cetraro In Rete
  • 23 agosto 2017
Carlo Andreoli,

Mattia Preti a Siena

Condividi… Mattia Preti (Taverna 1613 – Malta 1699), noto altrimenti come il Cavalier Calabrese, ha lasciato nella città di Siena tre opere importanti: in tre diversi luoghi sacri, che formano il vessillo della storia, civile e religiosa, della Città del Palio. Nella basilica di s. Domenico, posta a ridosso della cerchiaurbana, nel verde del poggiolo …

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Mattia Preti (Taverna 1613 – Malta 1699), noto altrimenti come il Cavalier Calabrese, ha lasciato nella città di Siena tre opere importanti: in tre diversi luoghi sacri, che formano il vessillo della storia, civile e religiosa, della Città del Palio. Nella basilica di s. Domenico, posta a ridosso della cerchiaurbana, nel verde del poggiolo di Camporegio, è conservata la prima, in ordine di tempo, delle sue opere senesi.

Siena – Basilica di s. Domenico – Veduta

La severa costruzione in mattoni rossi, eretta in stile gotico cistercense, ha, in prossimità del proprio ingresso, un ambiente particolare; che s’apre, con due arcate, sopra la vasta aula della chiesa: è la gloriosa cappella delle Volte. Antico oratorio delle Mantellate – le Terziarie dell’Ordine Domenicano – questo luogo fu teatro delle frequenti estasi di s. Caterina: la santa senese per eccellenza, la cui casa natale sorge poco distante dalla basilica, in via di s. Caterina.

Siena – Basilica di s. Domenico – Cappella delle Volte

E sulla parete destra della cappella delle Volte, è collocato un dipinto di Mattia Preti che ritrae un momento assai toccante della storia della Chiesa senese: la Canonizzazione di s. Caterina. Un evento che risale al 29 giugno 1461: allorquando papa Pio II, il senese Enea Silvio Piccolomini, consegna all’arcivescovo di Siena, Francesco Piccolomini, che era suo nipote, la bolla di canonizzazione della santa.

Siena – Basilica di s. Domenico – Cappella delle Volte
Canonizzazione di s. Caterina
(Mattia Preti, c.1672-73)

E’ da osservare che il dipinto fu commissionato dalla nobile casata senese dei Piccolomini al Cavalier Calabrese, quando Mattia Preti aveva preso a soggiornare già da tempo a Malta. Ed era stato destinato all’altare di famiglia, sito nella basilica senese di s. Francesco: donde fu trasferito, sul finire dell’800, nella collocazione attuale.

Siena – Duomo – Veduta

Il successo della pala del Cavalier Calabrese fu tale che subito dopo, nel 1673, anche l’Opera del Duomo volle commissionare a Mattia Preti, giudicato come “uno de’ primi dipintori del secolo corrente”, una sua opera da destinare ad un ambiente particolare del Duomo di Siena.

Siena – Duomo – Cappella del Voto – Ubicazione e veduta

La cattedrale gotica di Siena s’era, infatti, arricchita, nel 1660, d’un vero gioiello in stile barocco, dovuto a Gian Lorenzo Bernini: la cappella del Voto. Una sala circolare, sita nella parte destra del transetto, che ha nel mezzo sull’altare un’antica icona medievale della Madonna col Bambino. E sul limitare della cappella si trova una pala di Mattia Preti, dedicata, questa volta, all’altra grande gloria della Chiesa locale: s. Bernardino da Siena. Ritratto, con un portentoso chiaroscuro, nel mentre che predica dal pergamo alla folla, sotto un cielo ingombro di minacciose nubi, entro cui volteggiano angeli dalle chiome d’oro.

Siena – Duomo – Cappella del Voto
Predicazione di s. Bernardino
(Mattia Preti, 1673)

Un gusto scenografico barocco sovrintende alla composizione del dipinto, introducendo scene di carattere che danno un vigoroso tono narrativo: com’è il caso di quel frate, sulla sinistra in basso, che “stando seduto in una sedia bassa di cuojo all’antica, è tutto intento alla Predica, ed appoggiato ad un bastone, sbigottito si volge all’inaspettato accidente d’una invasata, che nell’altro lato del quadro, e sotto il pergamo agitata dagli spiriti cade all’indietro, e con braccia aperte si contorce”. (Bernardo De Dominici, 1742)

Siena – Chiesa di s. Vigilio – Facciata

E sempre il De Dominici – che dedicò a Mattia Preti una corposa biografia, nell’ambito delle sue “Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani” del 1742 – ricorda come il Preti “fece dopo per la medesima Città di Siena il quadro per l’Altar maggiore alla Chiesa de’ PP. Giesuiti, nel quale dipinse il Bambino Giesù con gloria di Angeli, e S. Ignazio Lojola nel piano”.

Siena – Chiesa di s. Vigilio – Aula ed Altare maggiore

E di fatto la chiesa di s. Vigilio – oggi sede della cappella universitaria – fu riformata nello stato attuale dai PP. Gesuiti; che ne tennero il possesso, per due secoli circa, dalla seconda metà del ‘500. Ed allorché si trattò d’onorare il loro santo fondatore, con un solenne dipinto posto sopra l’altare maggiore della loro chiesa, essi commisero il lavoro al Cavalier Calabrese. Che lasciò a segno della sua grandezza, una splendida “Gloria di s. Ignazio di Loyola”.

Siena – Chiesa di s. Vigilio – Altare maggiore
Gloria di s. Ignazio di Loyola
(Mattia Preti, c. 1675)

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