• 17 dicembre 2017
Carlo Andreoli,

Francesco Spina nel Museo Diocesano di Cassano Ionio

A Francesco Spina (Longobucco not.1753-75) m’è occorso d’attribuire, tempo fa, una “Madonna Addolorata coi simboli della passione” conservata nella chiesa di s. Antonio a Campana.

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Campana – Chiesa di s. Antonio – Madonna Addolorata coi simboli della passione – Part.
(attr. Francesco Spina, c. 1765)

Dipinto che s’ispira, a mio avviso, nel soggetto principale, ad una “Addolorata” di Gennaro Sarnelli – derivata, a sua volta, dal Solimena – dipinta nel 1735 per la chiesa di s. Martino di Cerreto Sannita.

Cerreto Sannita – Chiesa di s. Martino – Addolorata
(Gennaro Sarnelli, 1735)

E proprio riguardando la figura dell’Addolorata della chiesa di Campana, mi pare che possa assegnarsi a Francesco Spina una “Madonna Addolorata” custodita oggi nel Museo Diocesano di Cassano Ionio. Un piccolo dipinto – cm 50 x 46 – che fungeva forse da studio per un’opera più grande e più complessa.

Cassano Ionio – Museo Diocesano – Madonna Addolorata
(attr. Francesco Spina, c. 1753-65)

La tesi attributiva fonda, intanto, sull’analogo impianto figurale della donna: colta nello spasmo d’un dolore più esibito che vissuto, il quale vuole chiaramente lusingare un sentimento devoto di pietà.

La struttura anatomica del volto svela, ancora, una trama complessa di rimandi col dipinto correlato, tale da prefigurare la concezione plastica di un unico autore per entrambi i lavori.

L’arco reciso delle sopracciglia, portando un’ombra lieve sulle palpebre socchiuse, è inforcato dal profilo morbido del naso che s’incrocia in una bocca, minuscola e soave, dischiusa in un lamento impercettibile. Il mento tondeggiante ridonda, nella gola, in un tenero turgore; mentre il collo alto s’innesta vigoroso sopra il giro nudo del torso.

Anche la foggia dello spadino – che l’Addolorata porta in petto – sembra rispondere ad un criterio univoco d’affinità formale che accomuna i due dipinti.
Infine, la presenza dello Spina a Saracena nel 1753 – quale decoratore delle ante d’organo nella chiesa di s. Maria del Gamio – qualora fosse confermata, potrebbe offrire un dato certo per attestarne l’operosità nel circondario cassanese e fornire, quindi, uno spunto per datare con maggiore congruenza questa Addolorata del museo diocesano.

 

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