• 24 novembre 2017
Carlo Andreoli,

Due dipinti antichi nella chiesa di s. Gaetano di Cosenza

Nella chiesa di s. Gaetano di Cosenza si trovano, tra l’altro, due dipinti antichi che mi sembrano notabili per varia ragione: l’uno è d’un seguace della Scuola di Luca Giordano e l’altro del pittore cosentino dell’800 Gaetano Bellizzi.

Condividi... Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Cosenza – Chiesa di s. Gaetano – S. Pietro d’Alcantara confessa s. Teresa d’Avila (Ignoto napoletano, sec. XVII, II metà)

 

Il primo dipinto presenta un tema iconografico affatto singolare: “S. Pietro d’Alcantara confessa s. Teresa d’Avila”. Nonostante l’alta cifra della tela, l’opera non viene menzionata dalle guide tra i beni di pertinenza della chiesa. Il che farebbe supporre che si tratti della collocazione recente di un’opera di spoglio restaurata, derivante magari d’altro edificio ecclesiale abbandonato. E visto il tema del dipinto – del tutto estraneo alla temperie dei Teatini e proprio invece dei Carmelitani Scalzi – verrebbe fatto di pensare alla vicina chiesa di s. Teresa d’Avila: annessa al dismesso convento delle Carmelitane Scalze ed eretti entrambi, sopra il colle Triglio, nella metà circa del ‘600.

Napoli – S. Teresa a Chiaia – S. Pietro d’Alcantara confessa S. Teresa d’Avila (Luca Giordano, 1667)

Fatto sta, che il dipinto è una ripresa – unica, nel suo genere – di una tela che Luca Giordano eseguì per la chiesa napoletana di s. Teresa a Chiaia nel 1667. Una ripresa pregevole nell’esecuzione e fedele in tutto all’originale; salvo talune decurtazioni laterali, che nulla tolgono al valore proprio dell’opera. Ragion per cui, sarei propenso a credere che si tratti del lavoro di un seguace napoletano della Scuola del Giordano, risalente circa alla seconda metà del ‘600.
L’altro dipinto, conservato nella chiesa cosentina di s. Gaetano, ci riporta, invece, al panorama della pittura locale dell’800. Ed ha il pregio d’aggiornare il catalogo delle opere autografe di Gaetano Bellizzi. Si tratta, infatti, d’una “S. Lucia” che il maestro cosentino firmò e datò al 1860: come recita l’iscrizione posta in basso a sinistra della tela. Un’opera di gusto neoclassico che ritrae in primo piano la figura stante della santa sullo sfondo d’un paesaggio che vuole rievocare l’aria amena d’un casale cosentino. Disegno e colorito svelano la vicinanza del Bellizzi alla coeva esperienza di Giovan Battista Santoro: impegnati entrambi, sulla metà dell’800, a rinnovare la pittura nella Città dei Bruzi. Fautori di un’arte certo provinciale, ma sempre tesa verso nuovi e più ambiziosi traguardi.

Cosenza – Chiesa di s. Gaetano – S. Lucia (Gaetano Bellizzi, 1860)

Condividi... Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Potrebbero interessarti anche