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L’informazione che mancava

Accatastamento del porto: “Aita non c’entra nulla!”

- Politica

La vicenda dell’accatastamento del porto inizia all’epoca in cui ero Sindaco allorquando in occasione dell’incameramento da parte dello Stato dell’intera area portuale i vari enti riscontrarono imperfezioni nelle procedure di accatastamento dell’area avvenute negli anni passati. Per cui si trattava di dare speditezza alle nostre attività che gli uffici comunali non potevano svolgere direttamente – […]

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La vicenda dell’accatastamento del porto inizia all’epoca in cui ero Sindaco allorquando in occasione dell’incameramento da parte dello Stato dell’intera area portuale i vari enti riscontrarono imperfezioni nelle procedure di accatastamento dell’area avvenute negli anni passati.

Giuseppe-AietaPer cui si trattava di dare speditezza alle nostre attività che gli uffici comunali non potevano svolgere direttamente – così come capita nella maggior parte dei comuni – perché sprovvisti della strumentazione necessaria per svolgere le attività catastali di dettaglio (procedura complicata e delicata).

Ripercorriamo i fatti.

Il Geometra Salvatore Abbate fu contattato dall’ufficio tecnico del Comune perché aveva in passato, in qualità di collaboratore e assistente tecnico del Prof. De Santis, progettista e direttore dei lavori, già redatto l’accatastamento della darsena per il completamento del porto turistico, quel porto che oggi frutta al Comune circa 1 milione di euro. Nel frattempo si rendeva necessario completare le procedure di accatastamento della restante area portuale per cui gli uffici non hanno esitato a dare continuità allo stesso tecnico viste le ristrettezze dei tempi e le competenze specifiche già manifestate in passato. Tra l’altro avere l’area portuale in perfetta regola significava non solo rispondere ad una domanda di piena legalità che sul porto si richiedeva per la cattiva immagine che ne connotava la storia, ma anche poter accelerare le procedure per la gestione del mercato ittico, per il quale ci siamo sempre spesi, e tutte le altre attività connesse alla gestione dell’area portuale, in modo particolare per le attività afferenti la piccola pesca.

Nessun incarico da parte del Sindaco Angelo Aita, dunque, anche perché non di sua competenza. Mi dispiace che questa vicenda abbia interessato pezzi importanti della mia Giunta pienamente a conoscenza della vicenda anche per aver avuto diretta responsabilità al tempo in cui mi sono dimesso. Non voglio credere che questa polemica sia nata proprio da coloro che con me e con Angelo Aita hanno vissuto 10 anni in cui nessuno mai ha interferito nelle scelte che sono di esclusiva competenza degli uffici. L’integrità morale del Sindaco Aita e di tutti – ma proprio tutti – quelli che hanno governato la città con me in questi anni è il più grande patrimonio di questa città che ha vissuto anni profumati e improntati al rigore e alla trasparenza. Mi permetto di proporre ai Consiglieri comunali del partito democratico di approfondire la vicenda e – come io credo – di rivolgere, poi, le scuse pubbliche al Sindaco che, per amore della verità, in questa storia non c’entra proprio niente. Non sarebbe questo un atto di debolezza ma di forza perché in questi anni abbiamo assunto il valore della verità come principio che ha regolato tutte le nostre scelte.

Tra l’altro voglio ricordare che talune prese di posizione non hanno nulla a che vedere con la storia politica e con la formazione di coloro i quali mi hanno accompagnato nel governo della Città di questi lunghi 10 anni.
Sono disponibile a chiarire la vicenda perché ne conosco ogni dettaglio e perché per il Porto e per il suo completamento abbiamo speso – tutti, ma proprio tutti – i migliori anni della nostra vita.

Fonte: Profilo Facebook Giuseppe Aieta

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AUTORE DEL POST: Giuseppe Aieta




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